La scultura

 
Le prime opere della scultura sarda sono quelle piccole statue del neolitico e i bronzetti nuragici, capolavori della notte dei tempi.
«Fra le statuette di marmo della Sardegna eneolitica e i primi bronzetti nuragici, esiste un intervallo di secoli, sicuramente oltre 500 anni. Delle prime si conoscono appena una ventina di esemplari, in gran parte rinvenuti nella zona di Alghero, all’interno di necropoli o in prossimità di altri luoghi funebri. I bronzetti invece, in numero di oltre 400, provengono da differenti regioni dell’isola: avevano anch’essi una destinazione votiva, ma la loro presenza non va posta necessariamente in relazione al culto dei morti. Le immagini che essi rappresentano ci danno anzitutto visione di come era composta la società in Sardegna nell’epoca nuragica».
Cagliari: diverse sculture sui sarcofaghi paleocristiani, museo e chiesa di S. Saturnino.
Fregi in romanico: basilica di Saccargia, basilica di S. Antioco, a Bisarcio, presso Ozieri, duomo di Cagliari. Tratalias conserva la sola traccia di artista sardo del periodo: pulpito della chiesa di S. Maria, di Guantino Cavallino.
Seconda metà del ‘200: Oristano: pulpito di Giovanni Pisano; San Basilio, vescovo santificato, statua di Nino Pisano (scultore per la verità noto dal 1349 e morto prima del 1368, figlio di Andrea), chiesa di S. Francesco; Daniele nella fossa dei leoni, due leoni che abbattono che cerbiatti, balaustra di scuola pisana, e L’Annunziata, statua ligneo-mamorea, di Nino Pisano, duomo.
Dopo il ‘300 abbiamo l’affermazione delle scuole sarde, soprattutto nella scultura in legno: Cristo, detto di Nicodemo, a Oristano, Madonna col Bambino, Cagliari, duomo.
Nel 1370 approda a Cagliari la statua della Madonna di Bonaria. Dell’epoca: due crocifissi finemente lavorati, Sant’Apollinare, Sassari, e della Misericordia, Alghero. Alcune statue di santi: San Michele, Ploaghe; San Francesco Saverio, Oliena…
Scultore ligneo del secolo XVIII è Antonio Giuseppe Lonis. Al neoclassico risalgono le opere di Andrea Galassi, tutte a Cagliari: tomba di Maria Aloisa di Savoia, duomo, Beato Amedeo, chiesa di S. Anna, statua bronzea di Carlo Felice, piazza Jenne.
Nello stesso periodo Carlo Finelli realizza la tomba del duca di Morianr, duomo di Sassari. E Felice Festa il mausoleo del duca di Monferrato, cattedrale di Alghero.
Il ‘900 inizia con Francesco Ciusa (1883-1949), nuorese, che Gavino Gabriel vede superiore « alla grande nostra Deledda e al buon Bustià » (Sebastiano Satta). Ciusa è l’artista atteso, l’interprete di tutte le aspirazioni del popolo sardo. Suo capolavoro è La madre dell’ucciso: «dolor tu sei, ma sei/ahí! tutta la Barbagia di Sardigna,/sola sui tristi monti/tra il singulto del mare/tra il singulto dei venti,/in vista agli orizzonti seminati di pene,/tacite e vive come fiamme ardenti/di bivacchi notturni…/Sardegna, o Madre, chi nella tua notte/— non ebber mai piú vista notte i cieli/chi dirà il canto alla tua luce, il canto/della tua primavera? /O taciturna, o sola!/La profonda parola,/no, non l’udrai dai cento puoi loquaci/ rabula, tronfi tra il plaudir dei fetidi/substrati: né porpora alle rose/ della tua primavera/ darà la cauta schiera/degli onesti tuoi ladri e dei banditi./ Se l’aurora arderà sui tuoi graniti/ tu lo dovrai, Sardegna, ai nuovi figli./A questo: a quanti cuori/vegliano nella tua ombra, aspettando!/Oh fratello, e tu primo alla vittoria, Ma il grido dai vermigli/pianori: agita il palio…/0 rosso cavallo,/o cavallo di gloria, kuta7abì! », nei versi di Sebastiano Satta (hutalabì! era il grido di incitamento dei sardi pelliti).
Altre sue opere: Il pane, La filatrice, Dolorante anima sarda, Anfora sarda, Monumento ai caduti di Iglesias.
Altri scultori: Eugenio Tavolara, Federico Melis, scomparsi in questi ultimi anni.
Gli artisti della Sardegna d’oggi si chiamano: Tore Pintus, Giuseppe Sciola (ideatore del paese-museo S. Sperate, dove artisti di tutte le parti lasciano opere sui muri, sulle piazze, nelle strade: come a Dozza (Bologna), dove addirittura si celebra la Biennale del muto dipinto), Anna Cabras-Brundo, Antonio Casu, Luigi Angius, Ottavio Amaranto, Luciano Muscu, Edoardo Paia, Giovanni Simbula, Salvatore Fois, Italo Antico, Telesforo Manca.
Sardo è Costantino Nivola che vive negli Stati Uniti d’America. Mentre Franco D’Aspro è sardo d’elezione.
«Da sepolture in grotte naturali e artificiali venuta alla luce in Sardegna la gran parte delle ceramiche che risalgono al periodo prenuragico. La loro destinazione funeraria è confermata dalle stesse proporzioni dei vasi, quasi tutti molto piccoli, mentre gli elementi decorativi indicano un valore magico in rapporto all’idea di resurrezione. Forme e motivi ornamentali sono molto semplici».